Che fine hanno fatto le bacchette di Phil Collins?

E’ stata per me una serata memorabile.

Aspettavo quel giorno da una vita.

Seguivo quel gruppo da anni e finalmente avevo la possibilità di assistere dal vivo al concerto più pirotecnico al mondo.

Ricordo tutto come se fosse un sogno meraviglioso.

Sul palco c’erano i Genesis, il gruppo che più ho amato nella mia vita!

Erano quasi le 23 e il concerto ci aveva già regalato delle emozioni fortissime.

Ricordo ancora la voce di Phil Collins annunciare: “Ed ora una vecchissima canzone che si chiama Supper’s ready”

Il boato del pubblico fu immediato.

Quella sera lavoravo al servizio d’ordine dietro al palco e verso la fine del concerto vidi il leader del gruppo salutare il pubblico, inchinarsi più volte e poi improvvisamente girarsi verso di me.

Aveva le bacchette in mano e me le tirò…

Rimasi imbambolato per parecchi secondi.

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Giù le mani dalle emozioni.

Da alcuni mesi abbiamo assistito ad un nuovo fenomeno di bagarinaggio.
Coinvolge il popolo musicale.
Quello che segue soprattutto le grandi rock band.
A breve partirà un tour mondiale degli U2 che sbarcherà anche in Italia.
I biglietti sono stati messi in vendita in prima battuta sulle piattaforme autorizzate alla vendita on line come ad esempio tickettone.
Peccato che in meno di venti minuti siano finiti subito.
Come è possibile vi chiederete?
Semplice, sono entrati in ballo dei software grazie ai quali i biglietti sono stati acquistati in blocco da “secondary ticketing” che a loro volta venderanno i biglietti ai fan.
Il prezzo viene aumentato alterando qualsiasi legge di mercato e questo naturalmente ha provocato un malumore tra i fan.
Era già successo per Coldplay e Bruce Springsteen.
Ora un biglietto degli U2 mentre scrivo costa oltre 492 euro…
Cari amici nel 2009 acquistai un biglietto per il concerto degli U2 allo stadio San Siro (terzo anello in alto) alla modica cifra di 35 o 40 euro.
Sembra passato un secolo.
Le emozioni che può trasmettere un evento dal vivo sono anche difficili da descrivere.
Ho i brividi se penso alla prima volta che ho assistito al concerto del mio gruppo preferito: I Genesis nel 1982!
Potrei citare i Pink Floyd a Venezia, i Simple Minds negli anni migliori e tanti altri.
A dicembre sono andato a rendere omaggio ai Pooh per il loro cinquantesimo anniversario.
Uno spettacolo meraviglioso per un gruppo ancora nel pieno del suo splendore.
Vorrei ringraziarli per la loro professionalità e per la loro gentilezza.
Non finivano mai di ringraziare il pubblico di Roma e questa non è cosa da poco.
Non ho problemi ad ammettere che mi sono commosso sulle note di “Dove sto domani”
Brano dolcissimo ma con forti richiami alla separazione.
Tutto questo non può essere cancellato da un gruppo di manipolatori.
Le norme in Italia non regolamentano questo fenomeno che ad oggi è legale.
Ma i protagonisti che ne pensano?
Questo davvero vorrei sapere.
Attenzione perché le emozioni non si toccano, giù le mani.
Carlo.

Contro i poteri forti.

Si parla sempre più spesso di crisi.
Di crisi economica per spaventarci.
Io non ho paura.
Anzi ritengo che alcuni personaggi dall’alto muovono i fili.
Parrucconi incravattati che si fingono belli.
Approfittano  dell’ignoranza e della superficialità delle persone.
Gli italiani poi sono particolari, troppo buoni.
Si fanno definire mammoni dai nostri politici.
Questo mi fa veramente incazzare.
Ora mi chiedo, che cosa facciamo veramente per scacciare la crisi?
Ognuno di noi potrebbe dare un piccolo contributo, aiutare un amico in difficoltà ad esempio.
Personalmente ho cercato di sensibilizzare i miei lettori quando ho scritto il mio secondo romanzo “The Angel” dedicando a questo spinoso argomento un capitolo che vorrei farvi leggere e che vi dedico con tutto il cuore.
Amici, non abbiate paura, mai.
Buona lettura.

CAPITOLO TRATTO DA “THE ANGEL”  DISPONIBILE SOLO SU AMAZON:

 

DO YOU REMEMBER 8

Oggi ho un appuntamento importante.
Voglio proprio provare a divertirmi.
Lui è un pezzo grosso.
Ecchissenefrega.

È direttore generale di una banca famosa italiana nata dalla fusione di tante banche negli anni passati.
In ufficio il mio passatempo preferito è ridicolizzare questi cravattoni bianchi.
A dire la verità nel mio settore non conto nulla o quasi.
Sono responsabile amministrativo di una azienda che lavora in tutta Italia.
Loro sono più potenti di me.
Ma, a dirla tutta, io sono un uomo libero e loro no.
Hanno combinato disastri.
Scandali.
Portato soldi all’estero con sistemi non sempre leciti.
Costringono le aziende a fare salti mortali.
Oggi ho deciso di divertirmi.
Arrivo in ritardo, tanto per far innervosire un po’ il mio interlocutore.
Mi accoglie la sua segretaria, fisico da urlo, mora e occhi verdi. Ha un sorriso che definire finto è riduttivo.
«Prego, Signor Carlo, si accomodi un momento, il Dottor Baraldi arriverà tra poco».
«Grazie mille» rispondo sfoderando il sorriso più deficiente che si sia mai visto negli ultimi cinquant’anni.
Finalmente arriva.
Elegantissimo e profumatissimo, cravatta firmata e camicia bianca con gemelli d’oro.
«Signor Belpoggio, a che debbo l’onore?».
«Guardi, Dottor Baraldi, questa non è una visita di cortesia» ribatto subito acido.
«Ma come si permette?».
“Ecco, già si è stranito” penso tra me godendo per la soddisfazione.
«Scusi, ma chi è che ci ha tolto gli affidamenti e le linee di credito?» insisto, tanto per provocarlo ancora un po’.
«Ma cosa dice? È impazzito? Lei manca di rispetto alla banca più prestigiosa d’Italia, una delle più grosse d’Europa».
«Ecchissenefrega» rispondo prontamente, visto che non aspettavo altro.
«Signor Belpoggio, La invito ad uscire immediatamente da questo uff…» sta per dire, ma lo interrompo subito.
«Non ci siamo capiti, Lei non è in grado di darmi ordini, ho le prove che ha spostato dei fondi neri all’estero» rilancio con rabbia.
«Lei deve essere impazzito, non so di cosa sta parlando» cerca di replicare.
«Ah, sì? Davvero? Peccato che non è riuscito a pulire per bene la sua casella di posta elettronica, perché ci sono tracce evidenti di spostamenti di ingenti somme verso le Isole Sverzega dove, come Lei ben sa, le leggi fiscali sono morbide, molto morbide».
Gli vedo cambiare espressione, comincia a sudare.
«No, non è possibile» mormora.
«Invece sì, è stato tanto avido da non crearsi scrupoli, danneggiando migliaia di famiglie e intere aziende!».
«Lei mi vuole rovinare» dice con un filo di voce.
«Per me sarebbe facile» rispondo ridendo.
«Ma, allora, che cosa vuole da me, Belpoggio?».
«Con effetto immediato, Le chiedo di ripristinare immediatamente le linee di credito e il conto anticipi fatture, raddoppiando gli importi, altrimenti Lei e i Suoi amichetti passerete il resto dei vostri giorni in galera e noi a vedere i servizi sui telegiornali di tutta Italia che parlano delle vostre zozze bravate!».
«Va bene, provvederò personalmente».
«Un’ultima cosa» lo avverto.
«Che altro c’è?» risponde incuriosito.
«Lei è su “Scherzi a parte”, quindi può andare» dico, ridendo come un bambino.
«Andare? Ma dove?» chiede.
«Affanculo…».

Aperitivo…

Salve, sono Carlo Belpoggio scrittore italiano e Vi ringrazio di essere sul mio blog.
Mi rivolgo a tutte le persone che già mi seguono ma soprattutto ai nuovi utenti in rete.
Lettrici, lettori e scrittori.
Mi rivolgo in particolare a persone MOTIVATE, che cercano giorno dopo giorno di migliorarsi.
Persone che con non sono in competizione con i loro avversari ma coloro che vogliono migliorare se stessi.
Credo che nella vita per fare bene il proprio lavoro è necessario AMARE la propria attività e portarla avanti con PASSIONE.

E’ passata quasi una settimana dalla meravigliosa finale di Wimbledon tra Novak Djokovic e Roger Federer.
Molte persone che mi seguono sanno del mio grande amore per lo sport ed il tennis in particolare.
Mi piace inaugurare questo blog dedicando questo articolo al tennista che rimarrà tra i più forti di tutti i tempi: Mister Roger Federer.
Ha 38 anni ed ha disputato la finale giocando per quasi cinque ore contro il suo avversario.
Elegantissimo nei colpi.
Fortissimo al servizio.
Tatticamente quasi perfetto.
Mai una parola fuori posto.
Ci aveva già deliziato nella semifinale contro lo spagnolo Nadal, altra icona del tennis.
E’ rimasto con il suo splendido sorriso anche dopo la sconfitta.
Sono convinto che starà già pensando a vincere il prossimo torneo del grande slam.
Già perché i grandi uomini non hanno paura delle sconfitte….
Ah dimenticavo! Se amate questo sport potete leggere il mio romanzo “The King” pubblicato su Amazon dove potrete sentire il profumo dell’erba dei campi di Wimbledon.
Vi abbraccio.
Carlo.